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Censis, 45. rapporto : Italia fragile, isolata ed eterodiretta

Il 2 dicembre 2011 a Roma è stato presentato il 45. rapporto annuale del Censis.
Rappresenta l’immagine di una società italiana nel 2011 " fragile, isolata ed eterodiretta, forse per la prima volta da decenni, con una crisi che viene dall'esterno, cioè dal non-governo della finanza globalizzata". Lo si legge nelle “Considerazioni generali” del rapporto stesso.
Meno del 50% dei cittadini si dichiara "italiano" ; gli altri prediligono l'identità locale ; oppure quella europea.
Oltre il 57% delgli italiani, tuttavia si dichiara pronto "a sacrificare il proprio tornaconto personale per l'interesse generale del Paese".
Il documento evidenzia anche la "stanchezza collettiva" di un Paese che non reagisce alla caduta dell'occupazione e dei consumi.
Secondo il Censis il rischio è che l'Italia si isoli, finendo così esclusa a livello internazionale e continuando a perdere peso sia nell'Unione Europea sia nei rapporti con gli alleati occidentali ; che rimanga priva di relazioni con i Paesi emergenti dell'economia mondiale ; che resti uno spettatore da lontano anche della "primavera araba" in Nord Africa.
E’ interessante l’indicatore dell'autostima nazionale : nel 2011 pone l'Italia al terz'ultimo posto in una graduatoria di 37 Paesi occidentali presi in considerazione. Nel contempo, quando si chiedono opinioni all’estero, il "brand" italiano è in 14esima posizione : meglio di USA, Gran Bretagna e Francia.

Nel suo rapporto il Censis fa appello allo "scheletro contadino" del Paese, in quanto "origine della cultura di continuo adattamento", e alla capacità di "lunga durata", per superare la crisi attuale e ritrovre il primato dell'economia reale su quella finanziaria.
I ricercatori avvertono però anche che per ora in Italia aumentano le diseguaglianze, con "rancori e contestazioni più orizzontali" che vanno oltre la tradizionale divisione Nord-Sud.
Il 57.3% del campione si dichiara disposto a sacrificare in tutto o in parte i propri interessi personali per l'interesse generale del Paese ; anche se il 45.7% di questo ha aggiunto "solo in condizioni particolari, eccezionali".
Secondo il rapporto c'è un "potenziale di identificazione degli italiani" che si concretizza soprattutto (65.4%) nel senso della famiglia ; famiglia che però registra dal punto di vista economico un'erosione patrimoniale pari a -10.5% a valori correnti.

Oltre il 55% degli italiani chiede di mettere al centro dell'attenzione collettiva moralità e onestà ; il 53.5% il rispetto per gli altri ; il 33.5% la solidarietà.
Alla classe dirigente, la fiducia nella quale è nettamente più bassa della media UE, si chiede appunto "specchiata onestà sia in pubblico che in privato" (59.8%), "profonda saggezza e consapevolezza" (43%), e preparazione (37.3%).

Il Censis individua infine alcuni punti di forza per il "potenziale di crescita" : in primis la ricchezza familiare, considerato che nel 2009 il rapporto tra ricchezza netta della famiglia e reddito disponibile era pari a 8.8 volte. La propensione al risparmio risulta tuttavia in calo negli ultimi cinque anni.
In un quadro economico stagnante le esportazioni "appaiono come una delle poche variabili in crescita" con un +16% nel primo semestre del 2011. Il Censis suggerisce pertanto di "allargare l'influenza geoeconomica" italiana nel Nord Africa, nei Balcani, nel Golfo, verso la Cina e l'India, l'America Latina e la Corea del Sud, puntando anche su cibo e "buon vivere".

Le "considerazioni generali" sono reperibili cliccando qui.
Chi invece volesse leggere l'intero 45. Rapporto può trovarlo nel sito del Censis : basta cliccare qui. In quest'ultimo caso però bisogna essere registrati.

Infine, qui sotto riporto l'articolo pubblicato al proposito da Corriere.it l'1 dicembre 2011.